La 7a Musa

La 7a Musa
Introduzione alla lettura delle grandi opere cinematografiche
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DUE CORTOMETRAGGI




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Animal Farm

(dal romanzo omonimo di George Orwell)

Film di animazione

RegiaJohn Halas e Joy Batchelor

NazionalitàGran Bretagna 1955
Durata: h 1.14


IL ROMANZO


La fattoria degli animali (Animal farm): un romanzo breve di George Orwell (pseudonimo dello scrittore inglese Eric Arthur Blair) che rappresenta una feroce satira sul totalitarismo sovietico. Il romanzo fu pubblicato nel 1945.

La fattoria degli animali dipinge - attraverso la storia della ribellione degli animali di una fattoria agli uomini - gli esiti nefasti della dittatura staliniana in URSS. Strutturato come una favola, il romanzo tratta le stesse tematiche che Orwell poi svilupperà nel suo romanzo fantascientifico “1984”: la critica ai regimi politici totalitari e al culto della personalità, la mistificazione e la deformazione della realtà da parte del potere politico, i rischi per le libertà individuali nel mondo contemporaneo.





La fattoria degli animali si svolge nella tenuta del fattore Jones, che sfrutta gli animali senza pietà e spesso, in preda ai fumi dell’alcol, li maltratta. Gli animali si riuniscono allora una sera al cospetto di Vecchio Maggiore (Old Major), un anziano maiale di dodici anni, venerato da tutti per la sua età e la sua saggezza. Vecchio Maggiore, in un appassionato discorso, descrive un sogno che ha fatto, in cui tutti gli animali sono liberi dalla schiavitù dell’uomo e si autogestiscono; egli poi spiega agli animali che tutti loro sono in lotta contro l’uomo, che li domina e li sfrutta tutti i giorni. Da qui deriva la “massima” che tutto ciò che ha due gambe è malvagio, e tutto ciò che ne ha quattro è buono. In un futuro prossimo, assicura Vecchio Maggiore, tutti gli animali saranno liberi. Gli applausi di tutti chiudono il discorso di Vecchio Maggiore, che muore improvvisamente tre notti dopo.

Tre giovani maiali - Napoleon, Palla di Neve (Snowball) e Clarinetto (Squealer) – ne raccolgono l’eredità. Una sera, Mr. Jones, più ubriaco del solito, non dà da mangiare agli animali e si dimentica di mungere le mucche. Gli animali escono così dai recinti per raggiungere il cibo, scatenando la rabbia di Jones. Scoppia così la rivoluzione. Gli animali si battono eroicamente contro gli uomini e li cacciano dalla Fattoria. Palla di Neve redige su una parete della fattoria i sette comandamenti che tutti gli animali sono tenuti a rispettare, e che si riassumono nell’ultimo: “Tutti gli animali sono eguali



La “Fattoria degli animali” prospera e progredisce: Napoleon e Palla di Neve assumono il controllo di tutte le operazioni e nel giro di breve tempo i maiali diventano la classe dirigente della fattoria, dove si diffondono i principi dell’Animalismo.  Ma a poco a poco essi accentrano nelle loro mani sempre più potere e privilegi, distinguendosi dagli altri animali che, più ingenui e sottomessi, credono ciecamente agli ideali della rivoluzione.

La situazione cambia drasticamente quando i rapporti tra Napoleon e Palla di Neve degenerano: i due leader giungono allo scontro frontale in occasione del progetto di Palla di Neve di costruire un mulino mosso da energia elettrica per migliorare la rendita economica della fattoria. Palla di Neve, che vorrebbe esportare la rivoluzione nelle fattorie delle vicinanze, fa approvare la sua proposta sul mulino dall’assemblea degli animali. Napoleon reagisce sguinzagliando i cani da guardia che ha allevato come sua polizia privata e costringe l’avversario alla fuga dalla fattoria.

Napoleon concentra tutto il potere nelle mani dei maiali e lo mantiene con le violenze delle milizie dei cani e grazie all’abile propaganda di Clarinetto, che diffonde l’idea che il progetto del mulino sia in realtà del dispotico Napoleon. Quando il mulino, le cui mura sono troppo sottili, crolla dopo un violento temporale, Napoleon scarica tutte le responsabilità su Palla di Neve, che diventa il nemico a cui addossare ogni colpa o disgrazia.

Sfruttando questa mistificazione, Napoleon non esita a eliminare alcuni animali della fattoria che ostacolano i suoi disegni di potere. I maiali hanno ormai assunto comportamenti del tutto umani: camminano eretti, bevono whisky, commerciano con gli uomini, indossano vestiti e dormono in comodi letti. Gli ideali della rivoluzione sono apertamente sconfessati, tanto che l’ultimo comandamento, che ora sostituisce tutti gli altri, viene così modificato: “Tutti gli animali sono eguali, ma alcuni animali sono più eguali degli altri”.






Il romanzo si chiude su una scena emblematica: maiali e uomini stringono un’alleanza e poi concludono la serata ubriacandosi, giocando a carte e litigando per i punti. Gli altri animali della fattoria che spiano la scena dalla finestra non riescono più a distinguere gli uni dagli altri.








IL FILM


Orwell racconta una favola allegorica, i cui protagonisti sono animali antropomorfi, che decidono di ribellarsi al controllo dell’uomo capeggiati da un’élite di maiali. Gli unici che non lavorano – perché sostengono che è necessario che s’impegnino nella gestione della fattoria - sono proprio i maiali, che continuano comunque a rimarcare il concetto di uguaglianza fra tutti gli animali e a dimostrare che le cose vanno comunque meglio rispetto a quando c’era il crudele e sfruttatore proprietario.

Quella narrata da Orwell è una storia parallela rispetto a quella sovietica. Il vecchio maiale potrebbe rappresentare Marx (ed in parte anche Lenin), e la diatriba tra Palla di Neve e Napoleon ricorda molto da vicino quella tra Trotsky e Stalin.



Coincide con lo stile della favola allegorica la caratterizzazione dei personaggi. Le pecore sono gli animali meno intelligenti, il cavallo (Gondrano) è quello che sacrifica sempre se stesso per il bene comune, o per quello che gli viene fatto credere sia il bene comune, l’asino (Benjamin) è quello che capisce tutto fin dal principio, manifestandosi disilluso e impotente fin da subito. 


La fattoria degli animali è la storia di un’utopia, di un sogno irrealizzabile: un capolavoro breve ma intenso, pur nella sua semplicità stilistica.

Dall’opera di Orwell sono stati tratti due film, uno più recente (1999), televisivo, ed un altro d’animazione, ben più celebre, risalente al 1955, diretto da John Halas e Joy Batchelor. Il film rappresenta il primo lungometraggio animato britannico della storia del cinema.

La storia di questo lavoro è interessante: trattasi infatti del risultato del lavoro di una casa di produzione gestita da Halas (uno dei due registi):  La fattoria degli animali è stato il film più importante di questa casa di produzione. Negli anni Ottanta si è venuto a sapere che la pellicola fu finanziata dalla CIA. Ciò potrebbe bastare a spiegare la piega decisamente più propagandistica del film rispetto all’opera di Orwell. Non è infatti difficile attribuire all’intervento americano l’eliminazione del personaggio di Benjamin e il finale decisamente più positivo rispetto a quello del romanzo di Orwell, un finale quasi in stile hollywoodiano! Oggi appare abbastanza chiara l’intenzionalità antisovietica del film.

Da un punto di vista tecnico e grafico il film funziona, nonostante le alterazioni del soggetto originale in fase di sceneggiatura, dovute anche a semplici ragioni di durata e di spettacolo. Le due cose, per esempio, sono addirittura correlate nella teatrale morte del maiale anziano all’inizio del film, subito dopo che l’animale pronuncia il suo maestoso discorso e canta l’inno che sarà per molto tempo il simbolo della fratellanza fra gli animali. Nel libro invece il maiale moriva alcuni giorni dopo il suo discorso.

Il film, che ha il pregio di non essere troppo lento o noioso, è accettabile da un punto di vista puramente visivo. Interessante, certamente, per ripercorrere attraverso il mezzo cinematografico l’opera originale di Orwell.


(Recensione di Gianluca Longobardi)